Perché non bisogna preoccuparsi di un virus che muta durante un’epidemia

Un interessante commento, pubblicato il 18 febbraio 2020 su Nature Microbiology, affronta il tema della mutazione dei virus spesso drammatizzata dai media durante gli eventi epidemici.

La parola “mutazione” evoca la paura di cambiamenti inattesi con impatto drammatico, e quando viene associata ad una epidemia virale induce a pensare che gli sforzi della sanità pubblica per controllare la diffusione del virus possano essere inefficaci.

Gli Autori del commento sottolineano che le mutazioni sono una fase naturale del ciclo vitale di un virus e raramente hanno un impatto drammatico. Infatti, anche se la straordinaria capacità di mutazione dei virus alimenta il motore del cambiamento evolutivo, la maggior parte delle mutazioni ha un impatto negativo su alcuni aspetti funzionali del virus stesso e viene poi persa per via della selezione naturale. Quindi, sebbene una mutazione può cambiare il modo in cui un virus viene trasmesso o la sua virulenza, probabilmente non si diffonderà ad alta frequenza a meno che non sia selettivamente vantaggiosa. Inoltre, tratti epidemiologici rilevanti, come il meccanismo di trasmissione e la virulenza, sono di solito sotto il controllo di più geni che sono spesso legati a rigorosi vincoli evolutivi e richiedono mutazioni multiple per evolversi.

Il commento rimarca, poi, la non facile prevedibilità del ruolo che la selezione naturale ha nell’evoluzione dei virus; infatti, senza informazioni sulle precise forze evolutive e sulle pressioni selettive in atto, prevedere come la virulenza potrebbe evolversi è estremamente difficile e forse inutile.

Questo non significa che le mutazioni e la selezione naturale non si verifichino durante le epidemie, ma piuttosto che la loro rilevanza epidemiologica sia spesso difficile da quantificare. Le mutazioni sono necessarie durante i salti di ospite, ad esempio quando un virus passa da un serbatoio animale agli esseri umani o utilizza un vettore artropode alternativo.

Gli autori concludono affermando che è importante tentare di modificare la concezione comune delle mutazioni. Le mutazioni non sono indicative di nuove caratteristiche virali stravaganti e devastanti, al contrario, possono aumentare le nostre conoscenze sui focolai virali emergenti. Invece di temere la mutazione, forse è giunto il momento di “abbracciarla”.

Per approfondire la lettura:  https://www.nature.com/articles/s41564-020-0690-4

Fonte

Grubaugh, N.D., Petrone, M.E. & Holmes, E.C. We shouldn’t worry when a virus mutates during disease outbreaks. Nat Microbiol (2020). https://doi.org/10.1038/s41564-020-0690-4.

Di |2020-04-02T11:32:24+02:0025/02/2020|