Servizio sulla tubercolosi: l’intervista al Presidente SIM, il Prof. Giovanni Delogu

Servizio sulla tubercolosi: l’intervista al Presidente SIM, il Prof. Giovanni Delogu

La tubercolosi (TB) si classifica come la prima causa di morte da singolo agente infettivo nel mondo.

Ogni anno, infatti, Mycobacterium tuberculosis provoca quasi 1,5 milioni di decessi a livello globale. Per quanto concerne il contesto europeo, 2023 sono stati notificati 38.993 casi di tubercolosi, con un tasso di incidenza pari a 8,6 casi per 100.000 abitanti.

Dopo l’infezione, non tutte le persone sviluppano la forma attiva della malattia una condizione che prende il nome di tubercolosi latente. In Italia si stimano circa 3.000 casi di malattia attiva ogni anno, un dato che – spiega il Prof. Giovanni Delogu, Presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM) – colloca il Paese tra quelli a bassa incidenza nel panorama europeo e globale. Per questo motivo, il vaccino – la cui somministrazione in età pediatrica è obbligatoria nei Paesi ad alta incidenza – non rientra più tra le vaccinazioni obbligatorie in Italia.

Se diagnosticata precocemente, la tubercolosi è curabile in circa sei mesi con una combinazione di quattro antibiotici, e «il successo di cura della TB è superiore al 90%», sottolinea il Prof. Delogu.

Un aspetto positivo riguarda la resistenza ai farmaci antibiotici, che in Italia rimane contenuta grazie a efficaci misure di Sanità pubblica e sorveglianza microbiologica – significativamente implementate a seguito della pandemia dal SARS-CoV-2 -. Diversa la situazione in alcuni Paesi dell’Europa orientale, dove i ceppi multiresistenti (MDR-TB) possono raggiungere percentuali del 25–30%.

Per visionare il servizio completo cliccare qui.

 

Servizio sulla tubercolosi: l’intervista al Presidente SIM, il Prof. Giovanni Delogu

La tubercolosi (TB) si classifica come la prima causa di morte da singolo agente infettivo nel mondo. Ogni anno, infatti, Mycobacterium tuberculosis provoca quasi 1,5 milioni di decessi a livello globale. Per quanto concerne il contesto europeo, 2023 sono stati notificati 38.993 casi di tubercolosi, con un tasso di incidenza pari a 8,6 casi per 100.000 abitanti.

Dopo l’infezione, non tutte le persone sviluppano la forma attiva della malattia una condizione che prende il nome di tubercolosi latente. In Italia si stimano circa 3.000 casi di malattia attiva ogni anno, un dato che – spiega il Prof. Giovanni Delogu, Presidente della Società Italiana di Microbiologia (SIM) – colloca il Paese tra quelli a bassa incidenza nel panorama europeo e globale. Per questo motivo, il vaccino – la cui somministrazione in età pediatrica è obbligatoria nei Paesi ad alta incidenza – non rientra più tra le vaccinazioni obbligatorie in Italia.

Se diagnosticata precocemente, la tubercolosi è curabile in circa sei mesi con una combinazione di quattro antibiotici, e «il successo di cura della TB è superiore al 90%», sottolinea il Prof. Delogu.

Un aspetto positivo riguarda la resistenza ai farmaci antibiotici, che in Italia rimane contenuta grazie a efficaci misure di Sanità pubblica e sorveglianza microbiologica – significativamente implementate a seguito della pandemia dal SARS-CoV-2 -. Diversa la situazione in alcuni Paesi dell’Europa orientale, dove i ceppi multiresistenti (MDR-TB) possono raggiungere percentuali del 25–30%.

Per visionare il servizio completo cliccare qui.

 

Per approfondire:

 

 

Di |2026-03-27T10:22:31+01:0024/03/2026|
Torna in cima